Il tempo di System Center 2016

Finalmente possiamo annunciare il rilascio di System center 2016. In ritardo direte voi, al momento giusto rispondiamo invece. Infatti la versione “RTM” è in realtà un versione non ancora completa e vi consigliamo di applicare sempre e subito l’update rollup 1 (https://support.microsoft.com/en-us/kb/3190609) ce è uscita questa settimana.

Questa versione di System Center 2016 è da considerarsi nell’ottica della continuità con la precedente, non troverete differenze significative nella user experience e nella user interface, ma tanti miglioramenti di performance e ovviamente la copertura di tutte le nuove funzionalità di Windows Server 2016 euna quasi completa coprtura di nano server (ma quello che manca arriverà).

Ovviamente, come sempre, c’è differenza tra i ari componenti della suite:

  • Operations Manager – troverete poche novità, ma tanti miglioramenti all’interno del prodotto in termini di performance, gestione dei management pack, facilitazione nell’inclusione di nuove device per le funzionalità di network monitoring, migliore integrazione con i servizi cloud OMS in primis. Troverete anche un management pack nativo per il monitor di mysql e workload open source.
  • Service Manager – si tratta fondamentalmente di bug fixing, performance improvements e lo sviluppo di una nuova console enduser html5, le cui funzionalità sono ancora limitate.
  • Virtual Machine Manager – tutte le novità del componente sono legate alla gestione delle nuove feature di Windows Server 2016 sia in termini di hypervisor sia in termini di gestione dello storage
  • Data Protection Manager – probabilmente il componente su cui sono stati fatti i maggiori investimenti. Oltre al supporto per backup host based i VMWare, è stata completamente rivista la gestione dello storage dedicato al backup eliminando completamente le rigidità e le sovrallocazioni necessarie alla versione attuale. Queste feature sono però possibili solo se DPM è eseguito su Windows Server 2016. Inoltre DPM migliora significativamente il supporto per i cluster e include pieno supporto per le feature incluse in Windows Server 2016. Per tutti gli utilizzatori di DPM questo è davvero un upgrade da mettere in cantiere
  • Orchestrator / SMA – non è un mistero che gran parte dello sviluppo in termini di automation viene fatto su Azure Automation e non è un mistero che anche il nostro consiglio è di andare in quella direzione. Novità? Tutto quello che è se Azure automation da tempo: powershell scripts, Posershell ISE addons, supporto per powershell 5.0.

In ultimo lasciamo Configuration manager Current Branch, che pure se nominalmente fa parte della suite System Center ha sempre più, posto che fosse differente in passato, una propria linea di sviluppo e cadenze di rilascio differenti rispetto agli altri componenti. D’altra parte Configuration Manager è principalmente orientato all’utente finale e alle device da esso utilizzate, mentre gli altri componenti sono orientati al datacenter.

Da notare che alcune funzionalità sono state rimosse, in ordine sparso: SIlverlight self service console per Service Manager, Server App-v, supporto Xen Server in VMM, Visio addon per lo sviluppo di Management Pack.

A proposito di Daniele Grandini

Daniele, Microsoft MVP su System Center dal 2009 è il fondatore della community alla quale porta il contributo di più di 15 anni di esperienza in sistemi di monitor e gestione. Attualmente Daniele è Microsoft MVP System Center Cloud and Datacenter Management. Twitter:@DanieleGrandini

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