OMS e System Center: novità di Dicembre 2017

Rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere nei mesi scorsi, durante il mese di dicembre, complice anche il periodo di festività, sono state annunciate da Microsoft un numero ridotto di novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo ne verrà fatto un riepilogo accompagnato dai riferimenti necessari per effettuare ulteriori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

In Azure Monitor è stata inclusa la possibilità di visualizzare e definire alert di Log Analytics. Si tratta di una funzionalità in preview che consente di utilizzare Azure Monitor come punto centralizzato di gestione e visualizzazione degli alert.

Figura 1 – Definizione di un alert di Log Analytics in Azure Monitor (preview)

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve in particolare un importante bug riguardante il package DSC (omsconfig) che a causa di un possibile hang impedisce l’invio dei dati verso il workspace OMS. In questa versione non sono state introdotte novità. Per ottenere la versione aggiornata è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.2-125.

Figura 2 – Elenco Bug Fix del nuovo agente OMS per Linux

Azure Automation

In Azure Monitor, all’interno degli Action Groups è stata introdotta la possibilità di definire un Azure Automation Runbook come action type. Si tratta di una ulteriore integrazione che consente di avere una efficace piattaforma di alerting in grado di intraprendere azioni non solo per workload in esecuzione su Azure, ma in modo indipendente dalla loro location.


Figura 3 – Definizione di una action basata su un Automation Runbook

Protezione e Disaster Recovery

Azure Backup ha introdotto il supporto per la protezione delle macchine virtuali Azure con dischi, managed o unmanaged, criptati utilizzando Bitlocker Encryption Key (BEK). Questa funzionalità estende le possibilità di protezione delle macchine virtuali criptate, già supportate in precedenza nello scenario Bitlocker Encryption Key (BEK) e Key Encryption Key (KEK), consentendo di avere con estrema facilità un elevato livello di sicurezza in questi scenari di protezione. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Figura 4 – Protezione di VM criptata utilizzando Bitlocker Encryption Key (BEK)

Microsoft ha rilasciato Azure Site Recovery Deployment Planner un utilissimo strumento che può essere utilizzato quando si ha intenzione di implementare un piano di Disaster Recovery verso Azure tramite Azure Site Recovery (ASR). ASR Deployment Planner è in grado di effettuare un assessment dettagliato dell’ambiente on-premises, mirato all’utilizzo di ASR, e fornisce gli elementi necessari da prendere in considerazione per poter contemplare in modo efficace le varie operazioni richieste dal piano di DR (replica, failover e DR-Drill delle macchine virtuali). Lo strumento funziona sia in presenza di Hyper-V che di VMware e comprende anche una stima dei costi per l’utilizzo di ASR e delle risorse Azure necessarie per la protezione delle macchine virtuali presenti on-premises. Questo strumento al momento può risultare utile anche per fare le dovute valutazioni quando si ha la necessità di affrontare veri e propri scenari di migrazione da Hyper-V verso Azure. Questo perché lo strumento Azure Migrate, pensato appositamente per valutare scenari di migrazione, consente ad oggi di effettuare l’assessment solo di ambienti VMware. Il supporto per Hyper-V in Azure Migrate verrà introdotto nei prossimi mesi. ASR Deployment Planner può essere scaricato a questo indirizzo e comprende le seguenti funzionalità:

  • Effettua una stima della banda di rete richiesta per il processo di replica iniziale (initial replication) e per la delta replication.
  • Riporta la tipologia di Storage (standard oppure premium) richiesta per ogni VM.
  • Indica il numero totale di storage account (standard e premium) necessari.
  • Per ambienti VMware, indica il numero di Configuration Server e Process Server che è necessario implementare on-premises.
  • Per ambienti Hyper-V, fornisce indicazioni sullo storage aggiuntivo necessario on-premises.
  • Per ambienti Hyper-V, indica il numero di VMs che possono essere protette in parallelo (tramite batch) e il relativo ordine da seguire al fine di attivare con successo la replica iniziale.
  • Per ambienti VMware, specifica il numero di VMs che possono essere protette in parallelo per completare la replica iniziale in un dato momento.
  • Stima il throughput raggiungibile da ASR (on-premises verso Azure).
  • Esegue un assessment, delle macchine virtuali supportate, fornendo dettagli in merito ai dischi (numero, relativa dimensione e IOPS) e alla tipologia del SO.
  • Stima i costi di DR, specifici per l’utilizzo di una determinata region Azure.

Per informazioni dettagliate sull’utilizzo del tool è possibile consultare la documentazione ufficiale relativa allo specifico scenario:

Figura 5 – Report di esempio generato da ASR Deployment Planner

 

System Center

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1712 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. Tra le novità introdotte in questo aggiornamento troviamo:

  • Miglioramenti nella dashboard Surface Device, che consente di visualizzare anche la versione del firmware dei dispositivi Surface, oltre che la versione del sistema operativo.
  • Miglioramenti nella dashboard Office 365 client management.
  • Installazione multipla di application accedendo al Software Center.
  • Possibilità di configurare i client per rispondere a richieste PXE senza aggiungere un ruolo distribution point (Client-based PXE).

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

Microsoft consente di testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) accedendo a questa pagina e selezionando la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

A proposito di Francesco Molfese

Francesco Molfese ha conseguito la laurea in Ingegneria Informatica presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia nel 2004. Nel 2005 inizia la sua esperienza lavorativa nel settore ICT in ambito sistemistico. Durante il 2006 segue un percorso formativo che termina con il raggiungimento della certificazione "Microsoft Certified Systems Engineer". Presso l'azienda dove lavora, ricopre il ruolo di Senior Consultant, è referente dell'area "Hybrid Fabric" e gestisce un team di persone che si occupa dei seguenti ambiti: - Progettazione e implementazione di sistemi di virtualizzazione on-premises (Hyper-V e VMware). - Microsoft Azure ed Amazon Web Services (AWS) IaaS. - Scenari di Disaster Recovery. - Strumenti di gestione dell'ambiente di virtualizzazione. - Hardware: server e storage. - File Services. Dal 2006 è stato coinvolto in diverse implementazioni di sistemi di management, ha seguito numerosi progetti per la sicurezza e protezione dei dati aziendali ed ha implementato svariati sistemi di virtualizzazione. Tutte queste attività sono state svolte su clienti che spaziano da alcune centinaia di sistemi fino a diverse migliaia. Diversi i progetti che lo hanno visto impegnato nel design di architetture Microsoft Cloud OS presso Service Provider italiani. Dal 2012 detiene la qualifica di "Microsoft Certified Trainer" (MCT). Dal 2016 è stato docente di numerosi corsi ufficiali Microsoft riguardati Microsoft Azure. Nel 2016 Microsoft gli assegna il titolo Most Valuable Professional (MVP) nella specializzazione "Cloud and Datacenter Management" per la condivisione della propria expertise tecnica e per l’impegno profuso verso le community e con Microsoft.